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Dicono di noi

Il ristorante è citato in magazine di settore sia cartacei che on-line. Ci troverete nelle guide: Gambero rosso , Osterie d’Italia, Alice.

 

Ingredienti semplici e di qualità, non stravolti da una lavorazione eccessiva, ma trattati con sapienza per proporre una cucina tradizionale, buona, semplice.

Non si pensi, però, che semplicità significhi dormire sugli allori: Laura Cavicchio porta avanti da anni una ricerca appassionata per selezionare le materie prime e le tecniche migliori con cui portare in tavola i "sapori passati". Da qui la scelta del pane ferrarese, della pasta rigorosamente fatta in casa, dell'uso delle dimenticate erbe di campo e dell'ottimo aceto balsamico di Modena.
Si parte con un perente stretto dello gnocco fritto, il "pinzin", accompagnato da salumi misti; poi la rustica e gustosa pasta e fagioli oppure i bigoli con ragù d'anatra.
I secondi sono altrettanto ricchi e invitanti, come ad esempio la famosa salama da sugo, magari accompagnata dalle strepitose patate fritte (si vive una volta sola!). Imperdibili i dolci (tutti "maison"), in particolare la zuppa inglese e la crema fritta. Carta dei vini essenziale ma ragionata.

 

Laura, da quattordici anni titolare e cuoca dell'osteria, dalla storia e dal territorio circostante trae ispirazione e materie prime per proporre i sapori della tradizione locale.
Un menù basato su ortaggi di stagione e animali da cortile e selvatici.
L'ambiente, diviso in due sale, è molto semplice e il servizio, cortese e discreto, è curato dai figli, Luca e Gabriella, che propongono a voce un'ampia scelta di piatti, oltre al già ricco menù.
Tra gli antipasti possiamo trovare i pinzini e gli affettati, il tris di polentine con funghi, formaggio fuso e noci, salama da sugo e il crostino alla Messisbugo con fegatelli di pollo ed erbe aromatiche.
Ampia l'offerta dei primi, tutti di pasta fatta in casa, a partire dal tris Raccano, composto da cappellacci di zucca, ravioli alle erbe e tagliatelle ai funghi. Troviamo poi cappelletti in brodo, bigoli al torchio con sugo d'anatra o risotti vari.
I secondi propongono selvaggina in umido con polenta (lepre o cinghiale), volatili da cortile, come la faraona al latte e miele al forno, la salama da sugo con purè di patate, crema fritta e mostrarda di mela cotogna o i braceri misti con carne marinata nella saba (mosto di vino cotto). Un'attenzione particolare merita la selezione di importanti formaggi accompagnati da mostarde, frutta fresca o secca. Per chiunque, i tradizionali dolci tra i quali la zuppa inglese, il tiramisù, il semifreddo al torrone. In linea con il menù la lista dei vini che propone una selezione accurata di etichette regionali e nazionali.